Area Ex Snia Viscosa di Pavia
L’area
104.000 m² · Caratterizzazione ambientale e bonifica · Avvio 2026
Il luogo
Lo stabilimento Snia di Pavia ha cessato la produzione nel 1979, dopo decenni di attività nella lavorazione di filati a base di cellulosa e con oltre 3.000 dipendenti. Da allora, oltre 104.000 metri quadrati nel cuore della città sono rimasti fermi — una delle aree dismesse più estese della Lombardia, in attesa di una risposta che non arrivava. Dieci aste andate deserte. Quarant’anni di silenzio.
La sfida
Rigenerare un sito di questa scala e complessità richiede competenze che nessun soggetto può avere da solo. Per questo il progetto riunisce una filiera integrata: Unica Spa come socio di maggioranza, affiancata da Imprecom — general contractor specializzato nell’area milanese — Ligoratti Impianti per le competenze impiantistiche, B.Cube S.r.l. con oltre 100 professionisti dell’ingegneria e investitori privati. Un’operazione di sistema, prima ancora che di cantiere.
Come ci siamo arrivati
Il primo passo è la caratterizzazione ambientale dell’area — una mappatura puntuale del reale grado di contaminazione del sito, da completare entro l’estate 2026. Un passaggio fondamentale per definire l’entità degli interventi di bonifica e pianificare le fasi successive in modo coordinato con tutti i proprietari dell’area.
Oggi
Il cantiere non è ancora aperto, ma il progetto è in moto. Per la prima volta in quarant’anni, l’ex Snia ha un futuro concreto — costruito insieme alla città di Pavia, in un percorso condiviso che parte dalla conoscenza del suolo e guarda alla rigenerazione di un intero pezzo di città.